la lineatruffle hunter leda

Questa è la storia di un bambino che a sei anni scopre un tesoro prezioso e un amore e prova una passione, forte, intensa, vera, come possono essere solo le passioni che nascono quando si è bambini. Il bambino si chiama Valter e a un certo punto si appassiona alla “cerca” dei tartufi, uno dei frutti della terra più misteriosi e pregiati che esistano al mondo. Un amore che lo accompagnerà tutta la vita.

Oggi Valter non è più un bambino, è un uomo che ha costruito la sua famiglia attorno a una Cantina vitivinicola a Santo Stefano Belbo, in Piemonte, tra le colline coperte di vigneti in uno dei luoghi più ammirati del Nord Ovest d’Italia. Lì, da secoli, uomini e donne coltivano la vite e vendemmiano l’uva da cui si fanno alcuni tra i vini e spumanti più brindati. Un luogo la cui bellezza è tanto rara, intatta e arricchita da borghi antichi, città d’arte e panorami mozzafiato che nel 2014 l’Unesco lo ha inserito nei siti mondiale che sono Patrimonio dell’Umanità.

Ma come è nata in Valter la passione di andare per i tartufi?
Accade per caso, come capita sempre per i “colpi di fulmine”. È un vicino che porta per la prima volta Valter a cercare i tartufi.
Lui ha solo sei anni, ma si diverte un mondo a vedere i cani che annusano il terreno, corrono tutto attorno ai cercatori di tartufi e poi, quando hanno trovato un tartufo, quasi impazziscono, scavano affannosamente e portano alla luce quel tesoro, quel diamante grigio di fungo ipogeo, cioè che nasce e cresce sottoterra, che è il Tuber magnatum, come dice la definizione scientifica in latino.

Valter cresce e continua ad andare per tartufi. Nel frattempo gli hanno affidato un cane. Valter è felice.
Il cane si chiama Bill. È un incrocio tra uno Spinone e un paio di altre razze. A Valter sembra il più bello del mondo. E lo addestra. Bill è molto intelligente, capisce subito cosa vuole Valter. E trova tanti tartufi, uno addirittura da quasi 7 etti che sarà premiato alla Fiera di Alba.

Con queste premesse l’amore di Valter per la “cerca” dei tartufi cresce sempre di più.
Intanto lui e Bill sono diventati inseparabili. Valter torna a casa da scuola e invece dei libri e fare i compiti corre con Bill per i boschi attorno a casa. E insieme trovano i tartufi. La loro amicizia dura 14 anni. Poi Bill chiude gli occhi e saluta il suo padrone.

Arriva Titta, una cane femmina, anche lei meticcia. Per 12 anni darà tante soddisfazioni e tanti tartufi a Valter. E lo stessa farà Bill, omonimo del primo cane di Valter, che prenderà il posto di Tita.

E dopo il secondo Bill ecco Leda, una femmina di razza Lagotto, una delle razze più abili nella ricerca del tartufo. Resterà al fianco di Valter per 15 anni. Sarà un cane magnifico, con un’indole dolce e allo stesso tempo determinata.
Il legame tra lei e Valter sarà così forte e appassionato che quando Leda morirà lui, come ha sempre fato per tutti i suoi cani da tartufo, la farà seppellire da un amico in una vigna lontana dalla Cantina, dove la terra non è mai smossa. E sul corpo senza vita di Leda farà deporre una coperta, «Perché non abbia freddo». È questo il segno del rapporto che lega da sempre i cercatori di tartufi ai loro cani fatto di lealtà, amicizia e di un amore che travalica quello tra uomo e cane.

E proprio a Leda Valter dedicherà una Barbera d’Asti, uno dei vini più caratteristici della zona. «A me la Barbera ricorda un po’ Leda, è forte e leale, non ti tradisce mai e di sta sempre vicino» spiegherà ai suoi enologi.

La Barbera d’Asti “Truffle Hunter Leda” avrà tanto successo da diventare una intera linea di vini con denominazioni importanti che rappresentano la grande tradizione vinicola piemontese: dal Barolo al Barbaresco, dal Nebbiolo al Gavi al Moscato d’Asti.
Un firmamento di stelle enologiche per accostarsi al pianeta tartufo nel segno di Leda, la grande “cacciatrice di tartufi”.